I progetti delle Restituzioni della Taranto rurale

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L’idea nasce da una sfida oltre che da un desiderio.

La sfida è quella di voler declinare un contesto urbano in maniera diversa, scavando nel cuore di un territorio troppo martoriato mediaticamente, a torto o ragione, troppo affiancato alle gravi problematiche associate agli effetti di una industrializzazione dissennata e senza controllo in termini di tutela e salvaguardia ambientale, troppo soffocato da uno sviluppo non sempre armonico e razionale in termini urbanistici che poco o per niente ha tenuto conto della sua antica morfologia e del suo antico paesaggio.

Declinare Taranto cercando le preziosità che custodisce, dimenticate, trascurate, nascoste, soffocate dalla non conoscenza, dalla incuria, dalla mancanza di amore. Già perché proprio la mancanza di amore nei confronti dei luoghi che si abitano genera le trasformazioni peggiori degli stessi, genera il mancato bisogno di un riconoscimento e del senso di appartenenza ad essi,  l’importanza di una identità: il luogo rappresenta le genti che lo abitano ed un luogo disordinato non curato non rispettato non tutelato non può essere un luogo che attrae ed invoglia ad essere visitato, e, anche laddove lo fosse, non lascia ricordi ed emozioni che valgano la pena di essere raccontate e rivissute.

Questo è il desiderio: cominciare a rileggere il territorio, la sua storia e cercare nelle righe che la descrivono delle nuove “leve” che scatenino consapevolezza di ciò che le genti sono state e sono ancora perche il DNA non muta e le generazioni che si succedono nel lungo tempo della storia portano dentro di sé il patrimonio culturale che le generazioni che le hanno precedute hanno costruito. Scoprire i luoghi come erano e portare alla luce ciò che ancora rimane a distanza di secoli, testimonianza caparbia di una storia che non vuole essere cancellata.

Recuperare quei luoghi significa non solo RESTITUIRLI alla comunità e alla sua storia ma anche REINTERPTRETARLI, RIRACCONTARLIRACCONTARLI, attraverso il renderli animati e. quindi, il VIVERLI.

Restituire i luoghi che altrimenti sarebbero condannati ad essere solo non-luoghi è come seminare il territorio  mettendo  a valore gli elementi che lo hanno caratterizzato e fanno parte della sua storia, ne costituiscono la sua memoria. Questo capitolo delle RESTITUZIONI riguarda la tradizione rurale perchè la Taranto di diversi secoli addietro era la Taranto rurale con il suo paesaggio disseminato di uliveti, vigneti, con i suoi pascoli e le sue colture, con la sua comunità fatta di uomini della terra e proprietari di latifondi, con le sua architettura fatta di masserie e conventi, con una economia imperniata sulla agricoltura, una Taranto il cui territorio oltre che sfondo era “alimento di civiltà”. 

Resistono ancora i segni di quell’antico paesaggio o meglio di quello che di esso è rimasto.

La storia lo ha trasformato e lo sviluppo urbano, gli insediamenti abitativi sempre più massicci e concentrati, le pratiche edilizie a volte stolte e dissennate lo hanno brutalizzato e ne hanno tolto l’antica bellezza. Ma qualcosa resiste e occorre battersi con tutte le forze per difendere ciò che resta a cominciare dallo stesso comparto urbano con la vecchia Masseria Solito soffocata dal cemento e scampata alla volontà distruttiva di qualcuno per poi spostarsi nell’immediato territorio suburbano e poco più che periferico dove sopravvivono le testimonianze di quella civiltà nella forma di ruderi alcune, altre ben conservate perchè dimore private.   .

Recuperare, riqualificare e valorizzare e renderli fruibili, laddove possibile, mettere in rete questi baluardi di civiltà rurale è un dovere morale oltre che un bisogno o un desiderio, ai quali va riconosciuta tutta l’attenzione in quanto parte del patrimonio del territorio ed espressione dell’identità culturale collettiva.

“. Sono beni culturali….le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale…” Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 ,art. 10 dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Ricostruire una identità attraverso la valorizzazione del territorio.

I progetti delle Restituzioni vogliono essere progetti che restituiscono non solo materialmente ma anche moralmente, restituiscono valore in senso lato. Non solo perchè consentono di recuperare spazi e luoghi dismessi ma anche perchè riempiono di significato e contenuto quegli spazi e quei luoghi. Il recupero non è fine a sè stesso ma fa parte e diventa il tramite di un movimento culturale che attiva e coinvolge la coscienza locale collettiva riavvicinandola alle proprie radici e inducendola al riconoscimento della propria identità. 

Il logo dei progetti delle Restituzioni:        LOGORESTITUZIONI_RURALE

 

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