Itinerari eco-turistici a mobilità lenta per la valorizzazione del territorio tarantino

La premessa ed il contesto30uliveti-salento

Il turismo e’ cambiato e i turisti sono sempre più viaggiatori che iniziano a sognare ed organizzare la propria esperienza di viaggio ancor prima di intraprenderlo. Ed è per questo che sempre più il turista  cerca non “cose” ma “momenti”,  intendendo con questo emozioni,  ricordi  da portare con sé,  storie da raccontare  attraverso le quali rinnovare le emozioni vissute nei posti in cui è stato.  I luoghi pertanto cessano di essere semplicemente mete di viaggio, punti di arrivo scelti in maniera asettica e spersonalizzata e si trasformano in “opportunità”,  “occasione”, “modo” attraverso il quale si concretizza un desiderio ed un bisogno di viaggio: una ricerca di sogno e di ben-essere.  Un’idea romantica, questa,  del viaggio che accontenti e soddisfi l’ anima prima  che la  mente.

Così il turista va alla ricerca di quei posti dove poter “esplorare” sé stesso e nei quali può riconoscersi.

Il turismo è esperienza e tensione verso l’altrove e non si riduce a un periodo preciso di mobilità, né il viaggio finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, perché i ricordi ci fanno sentire in viaggio anche quando da esso siamo ritornati.

Questo tendere all’altrove, quale è il turismo, si traduce in ricerca di esperienze sempre più personalizzate ed autentiche, soddisfacendo così il bisogno emotivo d’interagire con i territori e le persone che vi si incontrano.

Il turista,  regista e protagonista del suo viaggio, sceglie consapevolmente ed entra in contatto con la destinazione autonomamente – oggi più che mai grazie allo strabiliante potere di Internet e di tutti gli strumenti che mette a disposizione -, ne stabilisce una relazione, ne conosce anticipatamente  bellezze e attrattive, ne condivide esperienze e spera che le sue aspettative non vengano disattese.  Il successo  di una destinazione nel proporsi  sta nel catturare e convogliare l’interesse del “viaggiatore”, intercettare, captare ed  entrare nel suo desiderio facendolo proprio , ma soprattutto, trasformare le sue aspettative in esperienza coinvolgente, emozionante, irripetibile che diventi memoria: in altre parole nel non deluderlo e legarlo a sé.

Ogni territorio ha una sua vocazione ed una sua caratterialità-identità, e, la consapevolezza  da parte sua dell’una e dell’altra cosa gli consentono di svilupparsi ed evolversi turisticamente in modo naturale. Sapendo quello che è,  riconoscendo il proprio valore ed operando strategicamente e virtuosamente in tal senso, deve semplicemente essere abile nell’enfatizzare le proprie peculiarità in modo da trasformarle in attrazione ed essere cercato più che cercare mostrando al meglio il suo “essere unico”.

Tutto del  nostro territorio come testimonia il suo passato rurale, il suo paesaggio, la sua cultura, le sue tradizioni ancora molto forti,  favorisce naturalmente un modo di viaggiare diverso dal solito e può essere un forte richiamo per il  turismo lento: una visione nuova di intendere la vacanza che nasce da un bisogno interiore di ricerca di autenticità, di scoperta o di riscoperta,  dal  desiderio di vivere  un’esperienza vera e fortemente coinvolgente, nel rispetto dei luoghi e di tutto ciò che loro appartiene da sempre. Un turismo non invasivo che non crea dissonanze, forzature ma si mescola al contesto e ne asseconda la sua natura, rispettandola. Un turismo insomma responsabile.

Allo scopo vale la pena pensare,  realizzare e sviluppare una serie di progetti ed azioni che invoglino ed incentivino uno sviluppo sostenibile del territorio,  ispirandosi, innovandola,  ad una sua antica “vocazione” quella che per generazioni è stata tramandata dalla sua gente legata alla Terra sua primaria fonte di sostentamento e di ricchezza allo stesso tempo, valorizzino  i prodotti tipici della enogastronomia,  consentano la diffusione di un’agricoltura multifunzionale,  il recupero di  valori, saperi, sapori della tradizione, diano sostegno all’artigianato locale, tutelino antichi mestieri, curino e  salvaguardino il patrimonio culturale, artistico, paesaggistico, pongano forte attenzione, preservino e custodiscano quel  “sapere contadino” su cui per secoli si è basata ed incentrata l’economia del territorio creando ricchezza e costruendo un paesaggio di indubbia, conturbante  bellezza, sapere quello che opportunamente innovato, reinterpretato può creare vantaggi competitivi di indubbio valore.

Mirare ad un intreccio indistricabile ed inevitabile  fra sviluppo sostenibile del territorio e sviluppo di un turismo sostenibile che metta fine alla  “logica dell’improvvisazione” nell’uno e soprattutto nell’altro senso, e punti alla consapevolezza che agricoltura, artigianato, arte, cultura, paesaggio,  turismo  –  ma l’ordine non conta perché ogni aspetto e fenomeno influenza gli altri –  siano le leve riscoperte e rinnovate dell’economia di questo territorio che deve puntare ad un’industria, in senso lato intesa come “fare”,  buona e saggia che ne rispetti la sua naturale vocazione e ne rafforzi sempre più l’aspetto identitario.

Inoltre non solo turismo ma turismo destagionalizzato con un’offerta che riguardi  tutte le stagioni, e, non può che essere così,  perché le bellezze, le opportunità che offre questo territorio in tutte le sue svariate declinazioni non si possono concentrare in un intorno temporale limitato.

TARANTO EMOZIONALE.  Per una Taranto, urbana e rurale, da scoprire o da reinterpretare, da consumare con gli occhi, da camminare, da annusare, da assaporare, da ascoltare, da danzare, da lavorare, da creare, da raccontare…da essere. Viaggio esperenziale e creativo, in cui il turista non è e non deve essere spettatore ma attore- protagonista-regista perché la funzione che ha rivestito nella scelta del viaggio sia tale anche nel vivere quella scelta avendo così modo di legarsi e “affezionarsi” ai luoghi obiettivo del suo viaggio.

Slow tourism e/o creative tourism?  In questo senso potremmo azzardare una proposta lungimirante e strategica allo stesso tempo in termini di promozione delle “destinazione” Taranto e del suo territorio:  quella di entrare a far parte del network sul turismo creativo che tende a  promuovere l’incontro tra la cultura locale ed il turista proteso a conoscere le peculiarità di un luogo, le sue tradizioni, i suoi usi e costumi attraverso la partecipazione attiva e creativa con il contesto ed i suoi abitanti .

Nato  a Barcellona e diffusosi presto in altri paesi europei ed extraeuropei tanto da arrivare alla  costituzione  di un network internazionale: creative tourism network  ha ricevuto il ,riconoscimento di “Best Responsible Tourist Initiative 2013″  nell’ambito della “7th International Conference on Responsible Tourism”.

definizione turismo creativo

Il Creative Tourism è riconosciuto come una nuova generazione di turismo. risultato di una ulteriore segmentazione del mercato che ha portato alla individuazione di un nuovo turista che non è attratto dalle caratteristiche generali di una destinazione ma dalle specifiche e particolari, distintive offerte e servizi che la caratterizzano. Considerando questa iper-specializzazione, il turista va alla ricerca di quelle esperienze singolari che sono poi alla base della scelta della sua destinazione.

La domanda che lo guida e lo muove in questa esplorazione  è  “COME” piuttosto che “COSA”; quello che cerca è autenticità ed unicità qualunque sia il contesto di riferimento: urbano o rurale. 

Obiettivo del Creative Tourism Network®  è promuovere quelle destinazioni che sono fortemente e palesemente predisposte per un turismo creativo. Le riconosce come  “Creative Friendly Destinations”,  grazie aòlla loro originalità, autenticità, ed adeguamento alle  Best Practices of Creative Tourism”.

Così stando le cose, risulta difficile tracciare un ritratto standard di questo nuovo turista che per definizione vuole essere unico.

Attraverso l’esperienza creativa vissuta sul posto che visita, ma meglio si può dire che vive,  al turista viene data la possibilità di scoprire il fascino e le bellezze locali, immergersi nelle sue tradizioni,  incontrare gente e stringere relazioni mentre partecipa alle varie attività artistico-creative-culturali . Il soggiorno diventa interazione e partecipazione :la cultura locale, le relazioni umane e la creatività costituiscono gli elementi  mediante i quali creare  coinvolgimento e scambio fra turisti e residenti.

E’ chiaro quindi che questo nuovo turista è fuori dai circuiti convenzionali ed il suo desiderio di sperimentare e partecipare alla cultura locale attraverso attività artistiche e creative, lo fanno sentire un abitante del posto in cui è.

Il mescolarsi ai luoghi vivendoli mediante gli “spazi creativi” che l’offerta mette a disposizione consente al turista  una fruizione degli stessi  partecipata  e consapevole,  non immaginata, vista, scorsa come fotogrammi di un film e, attraverso l’emozione che ne genera, sedimenta il ricordo e la memoria, induce al racconto e suscita desiderio in chi ascolta.

Una destinazione che voglia rivolgersi a questa tipologia di turismo può definire un’offerta in base alle sue caratteristiche culturali, storiche, paesaggistiche tenendo presente che non sono richiesti grossi investimenti dal momento che vanno ottimizzate le risorse esistenti, che ci sono effetti positivi sulla redditività delle infrastrutture culturali,  grazie a questa nuova domanda, che si tratta di un turismo di qualità dotato di un alto valore aggiunto e potere d’acquisto, che risponde agli standard di autenticità e sostenibilità, che consente una migliore distribuzione delle attività turistiche durante tutto l’anno, che incentiva la creazione di fondi per il settore artistico e le società di servizi, che attrae talenti, che consente il recupero e la valorizzazione del patrimonio immateriale.

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