Fare accoglienza nel proprio territorio per saperlo fare anche verso i turisti

     
professionisti-accoglienzaViaggiare significa attraversare, strisciare, camminare a piedi, nuotare, veleggiare, sentire i profumi, guardare il paesaggio, i tramonti,
passare, attraversare lentamente in un luogo, conoscere tradizioni e prodotti, dare una stretta di mano alle persone che si incontrano lungo il viaggio. Viaggiare significa non avere una meta precisa. Viaggiare significa vivere un’esperienza. Ma viaggiare significa anche ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.

Bisogna indurre al viaggio e farne nascere il desiderio: occorre far tendere ai luoghi – se è vero come è stato detto che il turismo è esperienza e tensione verso l’altrove -, attirare, creare l’esigenza di  esserci come soddisfacimento di un bisogno che molto ha di emotivo e meno di razionale. Ma per fare questo occorre saper TRASMETTERE, COMUNICARE, NARRARE un territorio o meglio rendere trasmettibili, comunicabili le emozioni che quel territorio può dare. E solo chi ci vive, chi ne conosce e capisce cose, ambiente, persone  può creare e diffondere una identità visiva forte e  stendere la basi di una comunicazione efficace che renda unico e riconoscibile quel territorio

Valorizzare il territorio, narrarlo, e, soprattutto, “fare sistema” cercando, se possibile, di mettere insieme i  “pezzi” di un “mosaico incompiuto”. Vendere emozioni e trasmettere conoscenza perchè i punti di forza di un territorio sono i prodotti immateriali più che quelli materiali. Senza cortesia, accoglienza, senso di ospitalità, cura e attenzione anche il luogo più incantevole perde ogni fascino e non fa parlare di sé.

Quello dell’accoglienza è un tema centrale per chi si occupa di turismo e  c’è anzi chi sostiene che l‘accoglienza è l’essenza stessa dell’esperienza turistica e senza accoglienza non c’è esperienza turistica. Tuttavia ad essa  si continua a dedicare poca attenzione, poca progettualità e poche risorse. Si è abituati a pensare che nelle problematiche turistiche sia la Promozione ad essere centrale. Eppure vi sono destinazioni che hanno turismo anche senza fare promozione, destinazioni cioè che sono state scoperte dai turisti, e che possono contare su flussi turistici senza averli promossi. Sarà forse  provocatorio  ma verrebbe da dire che  il  turismo potrebbe  vivere senza promozione, ma non potrebbe vivere senza Accoglienza.

Senza poi dire che puntare sull’’accoglienza è uno dei  pochi interventi fattibili oggi, perché non ci sono ostacoli per intervenire sull’accoglienza, se non la nostra volontà.

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