CortoCircuito rurale

Un passaggio di “corrente” da intendersi come energia che non danneggia ma beneficia.

Beneficia un territorio come il nostro, a cui la grande industria insediatasi prepotentemente decine di anni addietro aveva promesso e forse anche regalato benessere economico sottraendogli altro e modificandone profondamente la forma e la natura, l’anima. Distorcendone la cultura. Massacrandone l’ambiente.

Se per un verso il paesaggio che ne è risultato è quello che oggi noi vediamo non solo dove il “mostro” ha affondato le sue radici, ma purtroppo anche altrove, è anche vero che l’essenza di quel territorio ancora  è viva

E’ per questo che è necessario che la consapevolezza di un “mal agire” e delle sue nefaste conseguenze porti ad una inversione di rotta, convogli tutte le energie, le “correnti” verso un “buon agire” per riappropriarsi delle proprie vere radici, della propria millenaria cultura, dei propri magnifici paesaggi e della ricchezza di questa terra generosa e feconda.

Cominciare a ridare a tutto ciò che si è dimenticato valore, rispetto e dedizione, cura. Cominciare a guardare con occhi diversi ed innamorati quello che ci è attorno, avendo forte il desiderio di riappropriarcene perchè è quanto unicamente, storicamente ci rappresenta.

Ridare valore e significato a quella cultura di tipo agricolo che per secoli ha contraddistinto questo territorio, restituendole tutto ciò che le appartiene dai saperi ai sapori allo stile di vita alla  architettura; tutto improntato sulla sostenibilità ed il rispetto dell’ambiente e della Terra fonte primaria di sopravvivenza.  

Un patrimonio di ricchezza infinita ed ineguagliabile attende di essere conosciuto soprattutto dalle nuove generazioni verso il quale  la generazione attuale ha il dovere morale di indirizzare e condurre perchè attraverso un percorso di consapevolezza si ricostruisca la antica identità ed il forte legame con il territorio.

Riprendere il contatto con la tradizione, con il  paesaggio, appassionarsi alla conoscenza del patrimonio rurale locale e aver voglia di proteggerlo oltre che valorizzarlo serve ad auto riconoscersi e ad educare a comportamenti responsabili e consapevoli nei confronti della salvaguardia dell’ambiente e della cultura a cui per vocazione si appartiene.

Serve anche avere il desiderio di raccontarsi e di raccontare, perchè anche altri possano condividere la bellezza e le emozioni di ciò che si racconta,e, a loro volta possano raccontare.

Dal corto-circuito come passaggio, fluire e, concentrazione di energia al piccolo (o corto che si voglia) circuito inteso come itinerari fra le bellezze tutte da ri-scoprire del paesaggio rurale che circondano la Taranto urbana.

Un percorso che è un viaggio nel paesaggio, nella natura, nella memoria che tutti noi che ad essi apparteniamo dobbiamo fare prima di far fare perchè per capire da dove veniamo dobbiamo metterci in viaggio.

Un corto che può avere tutta l’ambizione ed i presupposti per crescere.

 

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