Conoscere per capire, valorizzare e promuovere

Il primo passo per comprendere un territorio e quindi valorizzarlo è la conoscenza: questa però non presuppone uno sguardo rapido e sommario al territorio, ma una precisa e sistematica analisi di tutte le sue componenti, le risorse, alcune delle quali visibili ed evidenti, ma molte altre intangibili e fatte di esperienze, attività, memorie che richiedono un più attento e sottile approccio condiviso e partecipato per poter essere esplicitate. Nel contesto territoriale infatti l’uomo ha vissuto per millenni, lasciando tracce visibili e meno visibili, modellando l’ambiente per le proprie necessità, sfruttandone le risorse, ma anche mantenendolo in vita o riducendone le potenzialità nelle diverse epoche storiche. È quindi evidente che non basta un’analisi superficiale per conoscere un territorio, ma bisogna entrarvi nelle “pieghe” più riposte: di solito negli aspetti meno eclatanti, nei luoghi dimenticati della memoria si trova l’identità più significativa e veritiera di un territorio.
Potrebbe pertanto essere necessario un procedimento analitico e sistematico oltre che sistemico per raccogliere e racchiudere tutto il complesso patrimonio paesaggistico, culturale, architettonico, archeologico di un territorio all’interno di un sistema informativo che rappresenti non solo una mera catalogazione delle sue risorse sia esse materiali che immateriali ma anche un modo nuovo di lettura della storia e dell’evoluzione sia del paesaggio che della comunità che lo ha vissuto e ha contribuito a costruire, e, ancora, una occasione attraverso l’indagine e la schedatura per valutarne opportunità e modi di recupero e valorizzazione.

Tuttavia la storia è fatta anche di eventi, manifestazioni, prodotti che affondano le loro radici in tempi lontanissimi  alcuni dei quali sopravvivono nella memoria scritta di qualche documento o nel risultato di in una ricostruzione meticolosa, altri invece, passati di generazione in generazione, ancora facenti parte della tradizione presente.

Ma la vera chiave per entrare in un territorio è l’accoglienza e quindi diventa necessario censire anche ogni tipologia di strutture ed attività collegabili alla presenza di fruitori nel territorio: ricettività, ristorazione, informazione turistica, anche attraverso la già ricca proposta di possibili e diversificati itinerari nei territori oggetto d’indagine.

Il quadro che emerge da questo approccio analitico di studio, ricerca, raccolta e censimento, che lascia sempre spazio a nuovi ed inattesi elementi, restituisce un territorio denso di storia, di tradizioni, di tipicità, di spontaneità, di bellezza.

A saper saggiamente ed attentamente cogliere ed interpretare tutti gli elementi di quel quadro e saperne fare diligente ed intelligente pianificazione e programmazione, ci sono tutte le premesse necessarie per una buona valorizzazione in chiave turistica, elemento fondamentale per lo sviluppo anche economico del territorio.

Occorre analizzare potenzialità e criticità, oltre che opportunità perché nella governance delle risorse turistiche del territorio non si può prescindere da un’accurata valutazione della sostenibilità. La risposta è naturalmente orientata verso un approccio “silenzioso” e “lento” perchè questa è la vera natura del nostro territorio, in cui sin da tempi antichi la ruralità ha costruito e definito il suo paesaggio con una campagna ricca e fertile rivestita di vigneti e oliveti, abitata da gente forte, tenace ed appassionata, unita e solidale.

In nome di quella antica, saggia cultura e tradizione contadina testimonianza forte di un modello di vita altamente sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della ricchezza e del valore che loro si riconoscono, promuovere il turismo rurale, il turismo verde, il cicloturismo, non è che una naturale conseguenza. Mobilità dolce, e tutte le forme di fruizione in termini turistici di un territorio che ha una sua precisa identità ed una vocazione che vanno rispettati. Un “incedere lento” che deve essere in sintonia con i luoghi e con la percezione di essi, perchè al meglio possa esserne colta l’essenza.

Certamente si tratta di “turismi” di nicchia  che si muovono alla ricerca di destinazioni precise e modalità ben definite di fruizione, che hanno più forte di altri il concetto di viaggio come esperienza ed emozione da vivere e da raccontare, alla ricerca di autenticità e genuinità, a contatto dei luoghi e delle persone che li abitano, con cui potersi mescolare.,

Il web, sempre più strumento di mediazione tra domanda e offerta, i social networks come strumento e “piazza” virtuale  di scambio di informazioni, esperienze, racconti orali e visivi aiutano sempre di più nelle scelte del nuovo viaggiatore che costruisce il suo viaggio mosso da un sentimento, consapevole che la felicità non è tanto la destinazione ma il modo di “mettersi” in viaggio.

È quindi fondamentale “fotografare” il territorio in tutti i suoi aspetti e renderli fruibili
direttamente attraverso uno strumento semplice ed efficace, attraverso il web: l’uso sempre più diffuso della tecnologia basata sul GIS, permette oggi con facilità di accedere a mappe, contatti, informazioni, rendendo i fruitori sempre più autonomi e rapidi nelle loro scelte. Il nuovo viaggiatore protagonista attivo ed autore della sua esperienza di viaggio che vuole sia sempre più autentica e coinvolgente.